Il metodo di libertà

Autore: - Sezione: Cultura
Il metodo di libertà

Questo breve saggio è volto a tessere le lodi di un Statista della Repubblica Italiana, troppo poco ricordato, un grand’uomo di una lungimiranza rara e degna di nota, i cui pensieri tutt’oggi trasudano modernità e meritano d’essere richiamati all’attenzione dei più.
In un momento storico in cui l’architettura costituzionale affiora “dal basso” delle istituzioni locali sotto la veste del populismo, in giorni in cui il ceto medio è chiamato ad essere fucina della nuova politica del secolo, in mesi in cui lo Stato liberale sembra esser stato posto alla gogna, occorre rammentare parole ferme, risolute, parole adamantine, che possano risplendere ed illuminare il pensiero della classe dirigente di oggi!
“La libertà è un fatto etico, è una pratica individuale e sociale nella vita quotidiana. Affinché essa possa affermarsi, la lotta, la diversità, la discordia, la discussione, sono indispensabili. La vita è libertà e la libertà è varietà e contrasti. Esser liberi significa potersi muovere in una fitta rete di interrelazioni tra uomini e tra gruppi, tra vincoli naturali e sociali, tra norme, valori e segni che fissano limiti ed indicano direzioni forzate. […] Agire, conoscere, essere liberi sono inscindibili.”
L’indispensabilità di lotta, discordia, discussione. Sono da intendersi come confronto di idee, che solo incontrandosi, scontrandosi e convergendo poi all’unisono, possono garantire la ricerca costante della verità, del meglio e del nuovo. La discussione, funge da principio che opera nella direzione del raggiungimento della verità. Cercare il confronto significa progredire. La libertà esiste, finché esiste la possibilità della discussione e solo attraverso l’errore, figlio della discussione, ci si avvicina alla verità. Questo è il metodo di libertà, la salvaguardia della critica e della costruttiva opposizione.
Tessendo una sintesi estrema, da questi principi, Einaudi identifica le virtù che uno statista deve far sue per poter essere riconosciuto come tale. Esse sono: parsimonia, laboriosità, onestà, professionalità, lealtà, fiducia, spirito di sacrificio e, soprattutto, prudenza. Solo queste capacità possono riuscire a portare alla luce una rappresentazione-visione della giustizia e del bene che doti di un senso comune l’agire degli uomini in società. Il riconoscimento della propria fallibilità ed il riconoscimento delle ragioni degli altri, la disponibilità all’ascolto ed al cambiamento, sono il prolungamento delle virtù. Solo grazie a questi due elementi fondanti è possibile procedere per tentativi sulla via del meglio e del nuovo.
Occorre ritrovare quest’ardore appassionato, questo muove materialmente e spiritualmente l’uomo verso l’avanzamento della società in cui vive!


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