Spesso non è necessario fare tanti kilometri per trovare escursioni che danno filo da torcere anche agli escursionisti più intraprendenti. Infatti, sopra Valmadrera, vicino a Lecco, inizia un bel sentiero che porta sulla cima del Monte Moregallo, solo 1276 metri di altezza, ma impegnativi se, come me, s'inizia dalla base.
Devo ammettere che ci ho pensato tanto prima di intraprendere questa esperienza, perché sapevo che il dislivello era notevole da coprire in giornata e, seppure avessi già affrontato difficoltà simili, c'è sempre un po' di incertezza e di paura di non farcela. Alla fine, confidando nel mio allenamento e soprattutto nella mia determinazione, decido di partire.
Come sempre ci ritroviamo con il gruppo e la guida a Milano e iniziamo a darci la carica per la camminata che ci aspetta. Arrivati a destinazione, alla base del sentiero, ci accorgiamo subito che sarà dura e che conviene risparmiare fiato ed energie per la salita: il sentiero inizia subito con una pendenza importante e non molla mai un attimo, fino alla prima fonte ristoratrice dopo 500 metri di dislivello.

Nonostante siamo già tutti abbastanza provati sia dalla salita sia dal caldo, approfittiamo della pausa per chiacchierare, scambiarci le prime opinioni sul sentiero e incoraggiarci a vicenda, prima di ripartire per la seconda metà del percorso. Ed eccoci ancora in salita, il percorso si fa via via più esposto e panoramico. La pendenza non cala, anzi in alcuni tratti è quasi verticale, con alcuni passaggi impegnativi su roccette. Il gruppo ormai è sempre più sfilacciato, quindi ognuno di noi si trova ad affrontare il sentiero da solo e con il proprio ritmo, sapendo che davanti e dietro ci sono altri che stanno faticando allo stesso modo.

Trovarsi a camminare da soli ha, però, i suoi lati affascinanti. Riportando la mia esperienza, posso dire che quando cammino da sola, riesco a mettermi in sintonia con la natura, guardo il panorama, osservo ciò che mi circonda, affronto le eventuali difficoltà sapendo di dover contare prima sulle mie forze, apprezzo la lentezza e l'importanza di conquistare una meta con i tempi giusti. E so che ce la devo fare perché altri sono passati prima di me. Praticamente è una metafora di come andrebbero affrontate le difficoltà quotidiane e la vita in generale.

E intanto continuo a salire e ormai mancano gli ultimi 100 metri di dislivello, prima dei quali il gruppo si è ricompattato per condividere l'ultima parte del cammino e la conquista della cima. Purtroppo un po' di lieve pioggerella peggiora la visibilità e il panorama s'incupisce leggermente, ma non è questo che ci toglie la soddisfazione di essere arrivati fino in fondo senza mollare.
Dopo le ultime rocce, ecco che si intravede la croce che segnala la vetta del Monte Moregallo. Ce l'abbiamo fatta! Ha anche smesso di piovere, quindi è il momento del pic-nic sul prato, ammirando il panorama, chiacchierando e ridendo, contenti e soddisfatti della piccola impresa. E, come sempre, la fatica svanisce di colpo, perché la cosa più importante è essersi posti una meta, averla raggiunta e aver condiviso con gli altri quest'esperienza. Tutto questo nella meravigliosa cornice che è la natura, che tanto ha da offrirci e regalarci, se ci avviciniamo a lei con umiltà.
Utilizzando questo sito, accetti che noi e i nostri partner si possa impostare dei cookie per personalizzare i contenuti come da nostra Cookie Policy